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Il design che fa bene all’ambiente

Bee’s Wrap è un brand di design sostenibile per il food

È il design che aiuta l’ambiente o la sostenibilità a trasformarsi in design? Entrambe le cose – viene da dire – se si curiosa tra i progetti “green” di piccoli o grandi brand, start up o giovani designer.

Una tendenza, un nuovo stile di vita, una risorsa per il Pianeta o per migliorare il nostro futuro. Ma anche la possibilità per riflettere su cosa scegliamo e perché, tra gli oggetti che utilizziamo più comunemente.

Come nasce un progetto di design sostenibile? Dal recupero di una tradizione

Questa è la storia di Bee’s Wrap un progetto lanciato nel 2012 da una giovane mamma americana di Middlebury, Vermont, nel 2012. Tutto è iniziato da un bisogno: come possiamo usare meno plastica in cucina e trovare un modo più sano e sostenibile per conservare il cibo?

La risposta le è arrivata da una tradizione della comunità locale. Usando un panno di cotone organico imbevuto di cera d’api, olio di jojoba e resina d’albero. Materiali naturali e certificati dal Global Organic Textile Standard e prodotti con processi sostenibili. Il risultato è stato un foglio lavabile, riutilizzabile e compostabile, che può essere utilizzato per ricoprire o avvolgere gli alimenti in alternativa alla plastica o alle comuni pellicole per usi alimentari derivate dalla plastica stessa.

La produzione sostenibile ha poi sposato il design: ogni foglio viene prodotto con diverse fantasie e formati, dal disegno estremamente curato. Bello e amico dell’ambiente anche il packaging. Infine lo storytelling: perché Bee’s Wrap porta con sé anche una storia davvero interessante.

La trovate qui.

Credits: © Bee’s Wrap 2017 – 2019

L’acqua. Un bene prezioso per molteplici design

In principio fu la borraccia. Poi il tempo della plastic bottle usa e getta. Ora è arrivato quello della bottiglia termica riutilizzabile e sostenibile, riletta da molteplici firme e nelle più svariate modalità: dalla forma al disegno. “Pensiamo che una buona estetica possa essere un’ottima leva per convincere tutte le persone ad adottare comportamenti e stili di vita sani“, spiega 24 Bottles sul suo sito web. E non ha torto, perché il mondo dell’acqua è strettamente legato ad un minor consumo di plastica, a processi di lavorazione più sostenibili, a minor sprechi, a meno inquinamento ambientale e ad uno stile di vita più sano.

Credits: 24BOTTLES®

I fondatori di 24 Bottles, Giovanni Randazzo e Matteo Melotti, lo hanno fatto diventare la loro mission, e dal 2013 producono le loro bottiglie senza dimenticare l’attenzione al design, sviluppato anche in co-brand.

Il tutto sostenuto da una comunicazione senza dubbio efficace: ogni bottiglia è contrassegnata con un numero.

Ad esempio, -0,08. Cosa significa?

“-0,08 è la quantità di CO2 che eviti di rilasciare nell’atmosfera ogni volta che riutilizzi la tua 24Bottles, invece di acquistare una bottiglia d’acqua in plastica usa e getta. Infatti, produrre una bottiglia di plastica monouso comporta l’emissione di 80 grammi (0,08 Kg) di CO2 eq”.

24 Bottles

In questo modo 24Bottle racconta come ha intrapreso un programma per raggiungere l’obiettivo di produrre e commercializzare bottiglie a “zero emissioni”, eliminandone l’impronta di carbonio.

Una curiosità: Non sono gli unici e neppure i primi. Nel 2010 James Butterfield e Tim Bouscarle hanno fondato nel Regno Unito Chilly’s con l’obiettivo di dare alle persone la possibilità di avere sempre con sé acqua fredda, senza dover acquistare bottiglie in plastica monouso.

Life style sostenibile, dal prodotto al progetto

Bella l’idea, d’ispirazione il concept per uno degli oggetti che più spesso vengono utilizzati durante il giorno da ognuno di noi (o almeno così dovrebbe essere): gli spazzolini da denti. Il brand Bam&Boo Toothbrush li produce in bambù, oggetti di design sostenibile e amici dell’ambiente.

“L’obiettivo di questo progetto è portare più sostenibilità ecologica e sociale in questo tipo di mercato che ogni anno produce, solo in Europa, oltre 1.000 milioni di spazzole in plastica non biodegradabili”.

Bam & Boo

Lo spazzolino da denti Bam&Boo è composto per il 95% da fonti rinnovabili ed è biodegradabile al 95%:  il manico di bambù, la confezione in cartone e il sacchetto in PLA.

In più, spiegano i creatori di Bam&Boo (un Panda e una bambina, amici per la pelle) il bambù è un materiale a crescita estremamente rapida, abbondante e sostenibile. E in questo caso è acquistato da un fornitore certificato FSC (Forest Stewardship Council).

Ma ancora più interessante è la modalità con cui questo marchio sta cercando di avvicinare i consumatori ad un utilizzo più responsabile ed ecologico. Gli spazzolini e i prodotti per l’igiene personale Bam&Boo si comprano infatti in abbonamento. Così puoi riceverli direttamente a casa, come e quando vuoi, con spedizione gratuita in tutto il mondo. Oltre all’oggetto ti viene offerto il mood of life, un plus forse da non sottovalutare quando si vende un prodotto green.

Credits: Bamboo Toothbrush Bam&Boo © 

Da oggetto cool a… compost

Tra gli oggetti personali più utilizzati non poteva mancare nella corsa verso un design sostenibile, lo smartphone. O meglio, il suo “case”, oggetto che da tempo è frutto di grande personalizzazione e caratterizzazione di stile, e quindi di uno smodato e sempre più frequente change over.

Il marchio è Pela Case, produttore di custodie per cellulari biodegradabili e compostabili che derivano dalla paglia di scarto del lino utilizzato per realizzare il famoso “olio di semi di lino”. L’idea del suo fondatore, il canadese Jeremy Lang, nasce da una duplice necessità.

Riutilizzare l’enorme mole di scarti derivanti dal processo di lavorazione di questo prodotto, abbattendo allo stesso tempi i rifiuti. Trovare un’alternativa più sostenibile alla produzione – solitamente in plastica – di custodie per cellulari. 

Bello, in tutte le varianti, il design, anch’esso ambasciatore originale e creativo di messaggi legati alla tutela dell’ambiente e del nostro Pianeta.

Credits: © 2019 Pela Case

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